barracuda

Lungo raggio

Immersioni lavezzi secca delle cernie e Pilone,
secche dei Monaci

 

 Secca delle cernie di Lavezzi

Solo poche miglia separano l’arcipelago della Maddalena in Sardegna dall’isola di Lavezzi, in Corsica. La Secca delle Cernie di Lavezzi (o Città delle Cernie dal nome francese Merouville), situata circa 300 metri a sud Est degli dagli ultimi scogli dell’isola, rappresenta una sorta di splendida area protetta transfrontaliera, situata proprio dove il Parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena e la Riserva Naturale delle Bocche di Bonifacio (Is. di Lavezzi) si incontrano a formare il Parco Marino Internazionale delle Bocche di Bonifacio.

Non è sempre facile raggiungere Lavezzi dalle coste della Sardegna, dovendo le imbarcazioni diving attraversare il tratto di mare, spesso molto agitato, delle Bocche di Bonifacio. L’ancoraggio avviene su una piattaforma composta da grandi massi, a 24 metri di profondità. Raggiunto il fondo, saranno le cernie stesse, docili e abituate all’uomo che per anni le ha avvicinate alimentandole, a venirci incontro. Non sarà possibile offrire loro cibo perché attualmente, nel rispetto dell’ecosistema, la priorità va alla tutela delle loro naturali consuetudini alimentari. Si tratta di un buon numero di esemplari di ragguardevoli dimensioni, che offrono senza dubbio un’esperienza unica nel Mediterraneo. Lo spettacolo è inoltre arricchito dalla presenza di miriadi di pesci pelagici, in una scenografia suggestiva, costituita da spaccature ricoperte di gorgonie (Paramuricea clavata) e margherite di mare (Parazoanthus axinellae). Pinneggiando tra questi canaloni è possibile incontrare e fotografare grossi dentici e, con un po’ di fortuna, anche ritrovarsi in mezzo a nuvole fittissime di ricciole (Seriola dumerili) e barracuda (Sphyraena sphyraena).

 

Relitto dell'Angelica

Un grosso cargo Greco di 4106 tonnellate, lungo 108 m, costruito nel 1967 e di proprietà della Menalon Navigation Company  è andato a urtare contro uno scoglio nei pressi Punta Marmorata, vicino al Club Mediterranèe. La nave, affondata a quanto pare il 26 settembre 1982, ha ormai lo scafo mal ridotto, ma si distingue bene il ponte di comando ed alcuni argani del ponte di coperta.  Il relitto è facilmente visitabile anche all'interno. La poppa è piuttosto ben conservata, con il timone e l'elica tripala al loro posto. L'immersione è facile e adatta a tutti. La profondità non supera i 20  m 

Il Pilone di Lavezzi

La piattaforma Corsa, dove emergono le isole di Lavezzi e Cavallo prosegue fino alla metà del canale delle Bocche. la piattaforma che ha una profondità media di 20-25 m lambisce la superficie proprio nel bel mezzo del canale dove è stato costruito un faro per segnalare il bassofondo alle navi in transito nelle Bocche. Questa zona offre uno dei punti d'immersione ( a detta di moltissimi subacquei) tra i più belli al mondo, e uno dei pochissimi in mediterraneo effettuabile in Drifting. Si inizia l'immersione partendo dal cappello che si trova a Nord-Ovest , facilmente individuabile dalla superficie e ci si lascia trasportare dalla corrente che in questo tratto di mare è sempre presente. Sarà un continuo slalom tra picchi e torrioni di granito, che dal fondo si innalzano quasi fino alla superficie. Nonostante la poca profondità non mancano grossi rami di gorgonie e pareti completamente ricoperte di Parazoantus. Sono di casa grossi esemplari di cernie brune (anche più grosse di quelle della mitica secca) corvine, dentici, barracuda e con un po di fortuna qualcuno ha visto le aquile di mare. L'immersione è da considerarsi impegnativa solo per la presenza di forti correnti e non certo per la profondità che nel tratto più bello non supera i 22 m.

 

Secche del Pilone di Lavezzi

A 150 mt a sud del Pilone su un fondale di 20/22 mt lo scandaglio ci segnala un piccolo rialzamento del fondale fino a circa 15 mt. Un’ immersione che in assenza di corrente è estremamente semplice icon una profondità che si aggira intorno ai 18-19 mti Nonostante la poca profondità  preparatevi a vedere di tutto:  Cernie, Corvine, Saraghi Maggiori e nel blù è quasi garantito l’ avvistamento di Dentici,Barracuda ed è facile vedere Aquile di mare. 

 

 Dambia

Anche in questo caso si tratta di un'immersione su una secca, distante circa trecento m dalla costa  Sud-ovest di Lavezzi. Il cappello si trova ad una profondità di circa 6 m, l'ancoraggio è reso facilissimo dalla moltitudine di rocce disseminate sul fondo. L'immersione è adatta a tutti e la profondità non supera i 22 m.

 

Ponente di Lavezzi

Dalla punta di ponente di Lavezzi, a circa 100 150 m da riva c'è una secca costituita da grossi massi granitici che si susseguono verso il largo. Il punto più bello è dove l'ultimo contrafforte sprofonda verso la sabbia del fondo. Un dedalo di grotte e spaccature rende emozionante l'immersione offrendo giochi di luce davvero stupendi. Belle incrostazioni di spugne, Parazoantus e Paramuricee vivacizzano l'ambiente. Per la bellezza e la varietà dei colori visibili su queste rocce, l'immersione è molto adatta agli appassionati di fotografia.Non mancano incontri con grosse cernie, corvine, ricciole e grossi branchi di barracuda.

 

Secca dei dentici

Così chiamata per l'elevata concentrazione di questi predatori che nei periodi di Luglio ed agosto popolano questa secca. Adatta a tutti, la profondità minima non supera gli 8 metri mentre la massima, volendo, può arrivare a circa 40 mt.

 

Maestrale

 Un'immersione impegnativa a causa delle frequenti correnti che ci si possono trovare, ma proprio per questo risulta essere molto ricca di vita sessile e di pesci, anche di grossa taglia. Si trova a circa mezzo miglio a nordovest dal faro dei Monaci. Si innalza da un fondale a 40 metri, apice  che arriva a -12 metri.La parete a Maestrale e' ricoperta di gorgonie e   alla base presenta una franata in cui fanno tana  gronghi , murene e saraghi. In queste acque e' facile l'incontro con dentici e ricciole.  Due grandi monoliti formano alcune spaccature orizzontali abitate da numerosissime specie ittiche di tana (corvine, saraghi, cernie, mustele ecc).  Nella zona si può anche trovare un grosso motore,appartenente presumibilmente ad un peschereccio,che giace su un fondale di 22 metri ed è ricovero per gronghi, murene e scorfani di grandi dimensioni, mentre sulla vicina parete si incontrano vari tipi di nudibranchi.

 

 Faro dei Monaci

 Il faro dei Monaci è sicuramente un immersione molto semplice ma non per questo di minor interesse. Ancoriamo nella cala del faro ad ovest dell'isola su di un fondale di circa 10 m, continuiamo l'immersione verso la franata che digrada fino a -27 m dove troveremo un piccolo picco completamente ricoperto di Gorgonie, dove tra i loro rami vedremo spuntare le classiche antenne delle aragoste. Rientrando alla barca perlustreremo le innumerevoli tane della franata dove non mancheranno gli incontri con grosse Motelle, Murene, Cernie e osservando le volte delle tane troveremo sicuramente qualche bellissimo esemplare di Cicala.

 

Spacca delle corvine

 E' la punta estrema della Secca dei Monaci verso Punta Coticcio dell'isola di Caprera. Il picco si trova a -6 metri di profondità.E' formata da rocce granitiche che si innalzano da un fondale sabbioso a -40 metri. Un canyon profondo 30 metri e largo dai 2 ai 4 metri presenta le pareti completamente rivestite di Parazoanthus axinellae. Vi sono moltissime spacche abitate da gronghi, murene, capre di mare, aragoste oltre ad una ricchissima flora marina : spugne, gorgonie e,sul fondo, splendide praterie di posidonia ricche di pesci, soprattutto ghiozzi,triglie,sciarranidi e pesci San Pietro.  Sul fondo grandi massi 

 

 

 

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